Pastorale Familiare
Gruppo Amici nel bisogno
Gli “Amici nel Bisogno” nascono nell’ottobre del 2007 dopo la partecipazione di alcune persone su invito del parroco, ad un corso Caritas dal titolo “Progetto-dialogo”. Da lì è nata l’idea di creare un gruppo anche in Val Liona che fosse vicino ai bisogni della comunità, gruppo formato da una quindicina di persone di varie età.
Con molto entusiasmo è stato quindi aperto una sportello di ascolto, ossia per due ore la settimana alcune persone del gruppo a rotazione, si mettevano a disposizione della comunità nell’ufficio parrocchiale di Spiazzo, però per più di un anno nessuno si è mai presentato. Questo ha portato i componenti del gruppo a fare alcune riflessioni: si doveva iniziare con piccoli progetti e soprattutto pensare alla formazione partecipando a corsi organizzati dalla Caritas di Vicenza. Negli incontri quindicinali il gruppo ha dedicato e dedica tutt’ora parte del tempo alla preghiera, strumento importante per la crescita personale delle persone.
Si è capito che l’intervento nel bisogno non doveva e non deve puntare principalmente all’assistenza, anche se importante in molti casi, ma essenzialmente intessere rapporti con le persone in uno spirito evangelico, creando così quelle relazioni che caratterizzano una comunità. Il primo progetto degli “Amici nel Bisogno" è stato quindi di far visita agli ammalati, anziani, persone sole della valle, mettendosi a loro disposizione con l’ascolto. Il tutto è fatto in collaborazione con i sacerdoti e con le altre realtà dell’Unità Pastorale che segnalano situazioni di disagio.
Successivamente, si è aperta la possibilità di conoscere una realtà della Val Liona: la Comunità Integra, che ospita un gruppo di circa venti giovani da tutte le parti d’Italia. Durante in periodi forti dell’anno, Natale e Pasqua, si condivideva con loro e le loro famiglie una veglia di preghiera e un momento conviviale. Questa amicizia è continuata con visite periodiche presso la loro comunità. Visto che lo spirito Caritas e quindi degli “Amici nel Bisogno” è essere “lievito e sale” per tutta la Val Liona, il gruppo ha offerto a tutti di partecipare ad una raccolta di beni di prima necessità durante le Messe domenicali nel tempo di Avvento. La risposta è stata molto positiva e questo ha portato a ripetere l’esperienza anche successivamente. I viveri raccolti sono stati distribuiti alle famiglie in difficoltà economica presenti nella nostra valle. Inoltre, vengono raccolti anche abiti usati e messi a disposizione di chi ne fa richiesta. Per divulgare lo spirito di carità, gli Amici hanno incontrato alcune classi di catechismo e il Gruppo Animatori; questi ultimi si sono sentiti invogliati a fare un’esperienza di assistenza presso la Caritas di Vicenza, esperienza che è riuscita a coniugare la preghiera dell’incontro con il fare dell’assistenza.
Il gruppo si sta attivando per iniziare una collaborazione con l’assistente sociale di San Germano e con l’assessore ai servizi sociali di Grancona, per individuare i casi di maggiore difficoltà della valle ed intervenire, per quanto possibile, insieme. Queste azioni sono finalizzate alla costruzione di rapporti stabili con persone che precedentemente non hanno goduto di un rapporto cristianamente amichevole con la comunità. In prospettiva, anche la partecipazione a corsi specialistici per l’aiuto ai problemi di coppia, l’organizzazione per la somministrazione di pasti provenienti da case di riposo a persone anziane sole, il servizio di trasporto ammalati…, hanno lo stesso obiettivo di instaurare legami fra persone che si trasformino in relazioni tra fratelli.
Attualmente gli Amici nel Bisogno mettono a disposizione il loro tempo per aiutare chi ha bisogno di un sostegno sia morale che materiale o necessita di essere accompagnato per visite mediche o esami. Cercano di portare conforto alle persone sole, ammalate o in difficoltà relazionali. A villa del Ferro gestiscono il punto di raccolta vestiario e alimenti e li distribuiscono gratuitamente a chi ha necessità e lo richiede. Generalmente l’apertura è il terzo sabato del mese, comunque la data è riportata e confermata nel bollettino parrocchiale di volta in volta.
Quest’anno stanno aiutando il popolo ucraino provato dalla guerra, sono stati organizzati numerosi carichi di cibo e abbigliamento e consegnati all’associazione Energia & Sorrisi di Altavilla che organizza e spedisce direttamente in Ucraina il materiale raccolto. Organizzano le raccolte alimentari in occasione dell’Avvento e in accordo con il supermercato CRAI di Pederiva che espone un carrello all’entrata per offerte di alimenti.
Ora di Religione a scuola: i suoi vantaggi e l’utilità
L'ora di religione è indispensabile soprattutto oggi, per conoscere meglio i fenomeni che ci circondano, per conoscere e rispettare le fedi altrui ed anche chi non crede in nessun Dio.
Snobbata, spesso saltata, e comunque con pochissime ore a disposizione. C’è poco da fare: l’ora di religione a scuola è senza dubbio una delle meno considerate in assoluto, spesso è considerata una materia di secondaria importanza e non gode di molta attenzione e considerazione. L’IRC, ovvero l’ora di insegnamento della religione cattolica, è considerata più un’ora ‘buca’, per dirla in gergo giovanile, che non una vera e propria materia. Eppure questo è sbagliato, perché l’ora di religione è un’importante occasione di condivisione e di cultura trasversale diversa, a suo modo, dalle classiche materie scolastiche che si affrontano tutti i giorni. Diversa, ma non meno importante.
L’ora di religione non è, come spesso si pensa, un’ora di catechismo. Il programma prevede certamente che si affrontino alcuni argomenti ‘classici’ della religione cattolica, ad esempio la storia della Bibbia, i dieci comandamenti e molti altri argomenti di questo tipo, ma non solo. L’ora di religione è un’occasione fondamentale per capire il mondo al di là della sua veste ‘empirica’, per cercare di comprendere come, nel corso del tempo, l’uomo si sia rapportato con l’essenza spirituale, che cosa abbia cercato al di là dell’aspetto veniale e fisico.
Questo aspetto però viene spesso scarsamente valorizzato e sottolineato, e anche il poco tempo che gli insegnanti di IRC hanno a disposizione non sempre aiuta. Eppure l’ora di religione cattolica può diventare un trampolino per lo sviluppo di diverse competenze non solo teoriche e nozionistiche, ma soprattutto utili per i ragazzi che si trovano ad affrontare temi complessi come il multiculturalismo, l’estremismo ed il terrorismo religioso, il dialogo fra religioni, il rapporto con la spiritualità ed altri temi di fondamentale importanza ed attualità.
L’ora di religione: quali competenze sviluppa?
L’ora di religione può aiutare a sviluppare alcune competenze che non sono ‘dirette’: non si tratta di imparare a fare calcoli o di conoscere i vocaboli e la grammatica di una lingua straniera, ma piuttosto di ottenere delle chiavi per decifrare la realtà complessa nella quale viviamo.
L’ora di religione è uno studio sull’uomo in quanto tale, sulla divinità e sul rapporto fra uomo e Dio: la Bibbia è un libro sacro che ci dà diversi spunti per capire la nascita della nostra cultura, della nostra civiltà, e l’ora di religione può diventare anche uno spunto fondamentale e prezioso per capire la realtà moderna nella sua complessità. Ad esempio, grazie all’ora di religione è possibile confrontare le tre grandi religioni monoteiste, il cristianesimo, l’ebraismo e l’Islam, cercando di metterle a confronto e di capire quali siano le differenze e le similitudini fra di loro. In un contesto di multiculturalità sempre più spiccato, conoscere queste differenze aiuta i ragazzi anche a relazionarsi con persone di cultura, lingua, religione ed etnia diversa dalla loro. Insomma, questa ora può dare degli spunti davvero importanti e coinvolgere gli studenti in un dibattito che non sia meramente nozionistico e storico, ma che si cali nella realtà di tutti i giorni. Per esempio è possibile farlo per mezzo di discussioni in classe, spunti di lettura, visione di film, organizzazione di dibattiti ed iniziative teatrali e molto altro. Basta un po’ di fantasia per trasformare l’ora di religione in un’ora di sviluppo umano prima di tutto. Per questo l’ora di religione potrebbe essere molto utile a che a chi non crede. Certo, un’ora non è molto per fare tutto questo: ma può essere sufficiente per impiantare dei semi di curiosità, degli stimoli intellettuali nei ragazzi, per spingerli a domandare di più, a chiedersi di più, a essere di più e a pretendere di più da sé stessi.